Possibili scambi dei Warriors: si avvicina Pascal Siakam?

Possibili scambi dei Warriors: si avvicina Pascal Siakam?
Warriors

In una NBA dove il glamour del calciomercato non conosce sosta, i riflettori sono puntati inesorabilmente sui Golden State Warriors, la cui navigazione in questa stagione è tutt’altro che serena. Con un bilancio che attualmente li relega a un mediocre dodicesimo posto in classifica e un monte stipendi che fa impallidire persino i più audaci magnati del basket, la squadra si trova in un bivio cruciale. Il play-in, quel sogno sfumato, è ormai una chimera lontana, mentre lo spettro del luxury tax li avvolge come una nebbia insidiosa.

L’esperto di mercato Shams Charania, nell’analizzare la situazione, non esita a scuotere il panorama cestistico con un’affermazione tanto audace quanto suggestiva: pressoché tutti i giocatori dei Warriors, ad eccezione del semidio del tiro da tre Stephen Curry, potrebbero essere sacrificati sull’altare degli scambi. Ma attenzione, qui c’è un “ma”, un asterisco che Charania ci suggerisce di non sottovalutare. L’esperto delinea una situazione di apertura totale, ma con una cautela che si addice ai grandi strategisti.

Klay Thompson, guerriero dal polso infuocato, sta vivendo una stagione che definire tribolata è un eufemismo. E poi c’è Draymond Green, l’eterno gladiatore, sospeso tra il campo e la tentazione del ritiro, a seguito di una sospensione che lo ha messo duramente alla prova. Giovedì le voci si sono fatte insistenti: possono questi due pilastri immaginare un futuro lontano dal regno di San Francisco?

Warriors nei guai: ecco gli scenari più probabili

La trade deadline, quel momento di frenesia e sussurri, avanza con passo rapido, e l’idea di uno scambio che coinvolga Thompson o Green stuzzica la fantasia ma, al contempo, sembra improbabile.

Andrew Wiggins, l’ala dal talento inestimabile, emerge come una figura chiave in questo intricato puzzle. Il suo nome è sulla bocca di tutti come potenziale pedina di scambio entro l’8 febbraio. E non è solo: si parlotta di Jonathan Kuminga, il giovane che ha rapito il cuore dell’owner Joe Lacob; di Brandin Podziemski e Trayce Jackson-Davis. Eppure, in queste voci di corridoio, Moses Moody rimane un’ombra, misteriosamente omesso dal gruppo degli emergenti.

Kuminga e Moody hanno apertamente manifestato il loro disappunto per il tempo di gioco concesso, aggiungendo ulteriore pepe a un contesto già infuocato. I Warriors, tuttavia, sembrano chiari nella loro filosofia: non desiderano ingaggiare giocatori con ingombranti vincoli economici a lungo termine.

Dunque, nomi come quello di Zach LaVine, il cui contratto con i Bulls fa inarcare le sopracciglia, e Dejounte Murray, che si ritrova legato a un accordo da 114 milioni di dollari per quattro anni, appaiono improbabili. Più concreta è l’ipotesi di Pascal Siakam, la cui conclusione di contratto con i Raptors lo rende un candidato più appetibile.

E infine, ci sono loro, le figure incerte nella penombra: Chris Paul, Kevon Looney e Gary Payton II. Tra questi nomi potrebbe celarsi la mossa a sorpresa che nessuno si aspetta, pronta a scaturire come un’apertura imprevista in una partita di scacchi tra titani. Di sicuro, il sipario non è ancora calato su questo teatro di ambizioni e strategie, e il mondo attende, con il fiato sospeso, la prossima mossa dei Warriors.